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Analisi di Bilancio

Il bilancio di esercizio è un modello di rappresentazione della realtà aziendale. Esso si compone di due prospetti contabili (stato patrimoniale e conto economico) e di una nota esplicativa destinata a far capire i valori dei prospetti contabili (nota integrativa).

I soggetti che redigono il bilancio secondo le regole Ias/Ifrs presentano anche il rendiconto finanziario che è il prospetto che evidenzia il risultato dell’analisi per flussi.

I dati del bilancio possono essere letti per capire la realtà aziendale o possono essere variamente elaborati al fine di esaminare aspetti particolarmente rilevanti di gestione mediante opportune rielaborazioni dei dati e confronti di vario genere con altri bilanci della stessa azienda o di altre.

L’analisi del Bilancio, con lo scopo di cogliere le inefficienze strutturali dell’azienda e porvi immediato rimedio, canalizzando le decisioni imprenditoriali di gestione verso le vie tracciate dai risultati dell’analisi, va eseguita per la sopravvivenza stessa dell’impresa sul mercato, o quantomeno per impedire la drastica riduzione degli attuali margini di profitto e di quote competitive.

Usciranno invece inevitabilmente fuori dal mercato le aziende guidate da imprenditori che, per incapacità, non hanno saputo cogliere e superare le patologie aziendali immediatamente dopo il loro verificarsi, adeguandosi anche all’evoluzione del sistema economico, non hanno saputo cioè indirizzare le proprie scelte di gestione sui criteri dettati da un’attenta analisi di Bilancio. In sostanza, gli imprenditori devono migliorare la loro azienda non per gli altri, ma soprattutto per se stessi.

Le analisi possono tendere ad accertare diversi aspetti della gestione, aspetti che sono comunque fra loro interconnessi e comunicanti. Si hanno quindi analisi reddituali, analisi finanziarie e analisi patrimoniali.

La distinzione, che non è mai assoluta, riguarda gli aspetti fondamentali della gestione aziendale.

La gestione dell’azienda, concepita come sistema istituito e gestito dall’uomo per il soddisfacimento in modo diretto o indiretto dei suoi bisogni, si presenta suddivisa in quattro fasi, fra loro collegate, e che consistono:

- nell’acquisizione dei mezzi finanziari (finanziamento) per la copertura del fabbisogno di mezzi per la gestione dell’azienda;

- nell’impiego dei mezzi finanziari per l’acquisizione dei fattori produttivi durevoli e non durevoli (investimento);

- nell’attuazione dei processi della trasformazione dei fattori produttivi in prodotti (produzione  economico-tecnica);

- nella vendita dei prodotti (disinvestimento) al fine di ottenere i mezzi finanziari da immettere nuovamente nel ciclo indicato.

La gestione, che si esplicita delle predette fasi,che devono essere fra loro coordinate, deve tendere a realizzare l’equilibrio, che può essere di tre tipi:

- equilibrio economico, che fa riferimento ai costi, ai  ricavi e al reddito, e che consiste nella capacità dell’azienda di remunerare tutti i fattori produttivi,compreso il capitale apportato dal titolare o dai soci, senza alterare l’equilibrio finanziario. In altri termini l’equilibrio economico si ha quando i ricavi superano i costi di un importo che rappresenta almeno il reddito atteso dagli azionisti o soci o dal titolare;

- equilibrio finanziario, inteso quale capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni finanziari con i mezzi provenienti dal capitale proprio, dai finanziamenti e dai ricavi, senza pregiudicare gli altri equilibri.

Quando si fa riferimento alle operazioni aziendali intese come fonti (acquisizione di mezzi finanziari) ed impieghi (investimento degli stessi), si ha il vero e proprio aspetto finanziario,mentre quando si fa riferimento ai trasferimenti di mezzi monetari di pagamento (incassi e pagamenti), si ha l’aspetto monetario;

- equilibrio patrimoniale, inteso come il risultato finale dei due equilibri  in precedenza indicati, e quindi come la capacità dell’azienda di conservare e migliorare l’aspetto patrimoniale.

Le analisi si denominano reddituali o economiche se tendono ad accertare l’equilibrio economico o certi suoi aspetti; sono finanziarie se tendono ad accertare l’equilibrio patrimoniale o aspetti particolari dello stesso.

I tre aspetti della realtà aziendale sono concatenati e non del tutto scindibili, e pertanto, anche i tre tipi di analisi sono non sempre facilmente distinguibili.

Gestione economica, gestione patrimoniale e gestione finanziaria sono tre aspetti inscindibili dell’unica realtà d’impresa, nella quale le disponibilità finanziarie che provengono dalle fonti di finanziamento sono investite in attività patrimoniali (capitale fisso o capitale circolante) necessarie per sviluppare il processo produttivo e distributivo dei prodotti al fine di pervenire, attraverso la contrapposizione dei ricavi e dei costi, al conseguimento del profitto.

Difficoltà di ordine finanziario riducono la possibilità di effettuare investimenti e quindi le stesse prospettive reddituali dell’azienda. Difficoltà di ordine economico possono portare a difficoltà di ordine finanziario e ad alternare gli equilibri patrimoniali. Una buona redditività  consente una politica di sviluppo senza alterare la situazione finanziaria.

Spesso la distinzione fra i vari aspetti della gestione è di tipo temporale. Infatti, costi e ricavi procedono a una velocità diversa rispetto ai flussi finanziari (l’acquisto di un’immobilizzazione tecnica può comportare un flusso finanziario in uscita immediato,mentre il costo si ripartisce fra le serie di esercizi interessati all’impiego dell’immobilizzazione). Ma anche i flussi finanziari procedono a velocità diversa, a seconda che si riferiscano al sorgere dei crediti e dei debiti o invece alle entrate e uscite di  cassa. Come si nota l’esame dei vari aspetti della gestione è importante per conoscere le conseguenze delle singole operazioni sui vari equilibri aziendali.

Le aziende non possono fermarsi al solo esame dell’aspetto economico della gestione ma devono attentamente valutare anche l’aspetto finanziario e quello monetario, il che significa che non devono solo considerare la fattibilità  economica dei programmi (che cosa fare), ma anche i tempi di realizzazione dei vari progetti (quando fare).

I vari aspetti in cui la gestione può manifestarsi impongono di effettuare le analisi relative a tali aspetti, ma l’unitarietà della gestione porta a evidenziare che le analisi integrano sovente le differenti specie, perciò i vari aspetti sono spesso difficilmente separabili.

 

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